Partendo dal centro di Borca, a piedi o in machina, si percorre via della Stazione, proseguendo per via Enrico Mattei ben presto si entra nell'ex villaggio dell'ENI oggi Corte delle Dolomiti, dove si possono scorgere, nascoste tra alberi di pino ed abete, le villette progettate dall'architetto Edoardo Gellner.
Dieci minuti di macchina, ed ecco poco sopra dell'albergo Boite, la Chiesa "Nostra Signora del Cadore", l'altare maggiore, progettato da Carlo Scarpa è rivolto verso i fedeli anticipando le disposizioni sull'edilizia sacra emanate dal Concilio Vaticano II.
I lavori per l'edificazione della Chiesa ebbero inizio nel 1958 fu consacrata il 21 agosto del 1961 dal vescovo di Belluno Gioacchino Muccin, alla cerimonia furono presenti l'ing. Mattei, i ministri Segni e Colombo, nonché numerose autorità e fedeli.
L'edificio è caratterizzato per la struttura in calcestruzzo lasciato grezzo e solcato da profonde incisioni orizzontali, numerosi sono i tiranti in acciaio, la copertura è a due falde fortemente spioventi, il pavimento costituito di ceppi in larice, la struttura campanaria risulta in acciaio. Alla tradizionale struttura del campanile è stato sostituito un'alta guglia sostenente una croce tridimensionale a sfere dorate con dei corpi cubici illuminati.
All'interno della chiesa, alla sinistra all'altare maggiore troviamo una piccola cappella, all'ingrasso la pila dell'acqua santa ricavata da un blocco monolitico di Rosso Verzegnis. L'organo a trasmissione elettrica trova posto sul vasto pronato.

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